… breve intervista a MARCO FERRI

A Tarquinia l’attenzione per la ceramica, specie di ispirazione creativa è dovuta alla presenza in loco, a partire dalla fine degli anni sessanta del secolo scorso, di un grande personaggio come Sebastian Eucharren Matta. Pittore, scultore, architetto e poeta Matta è uno degli artisti più rappresentativi del ‘900 e grande esponente de surrealismo internazionale. Nato a Santiago del Cile, dopo gli studi in architettura, nel 1934 si trasferì a Parigi dove si dedicò alla pittura. Lavorò con Le Corbusier, e prese contatto a Madrid con intellettuali spagnoli, fra cui i poeti Rafael Alberti e Federico Garcia Lorca. Nel 1936 si trasferì a Londra dove si unì a Walter Gropius e Moholy-Nagy, ed ebbe modo di conoscere anche lo scultore britannico Henry Moore. A Parigi conobbe André Breton e Salvador Dalì nel 1937 e dal 1938 aderì al surrealismo, eseguendo una pittura attenta alla dimensione onirica, inconscia, concitata. Dagli anni sessanta elegge Tarquinia come sua residenza parallela, stabilendosi in un ex convento dei frati Passionisti. A lui si deve l’istituzione dell’Atelier Etruscu-ludens, una vera e propria utopia socialista dove molti giovani scoprirono il fascino della manipolazione ceramica con un’impostazione che andasse gradualmente a rinnovare il tradizionale processo artigianale stimolando la creatività.  Etruscu-ludens, nome dato alla scuola di ceramica fondata da Matta, fu frequentata da ragazzi del posto che hanno avuto la ventura di assorbire lo spirito e la modernità del quale il maestro Cileno era portatore, diventando cosi loro stessi artisti di rilievo.

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Opera di: Sebastian Matta

Marco Ferri è proprio uno di questi artisti, sin dalla più giovane età mostra una predisposizione ed una passione sincera per i colori e per la pittura. A 10 anni entra nell Etrusco Ludens, dove inizia a muovere i primi passi nella sperimentazione con la materia. Negli anni successivi, di maturazione artistica e professionale, trova un suo linguaggio personale e inconfondibile, a partire da una prima fase giovanile in cui la sua pittura è incentrata principalmente sul tema del paesaggio, approda ad una sempre più approfondita analisi delle articolazioni pittoriche astratte. In tutti i suoi lavori esiste un comune denominatore: l’utilizzo della forma scultorea con l’intento di superare i limiti della bidimensionalità. La sua arte è istintiva, dettata dall’ispirazione del momento.

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Marco Ferri

Ecco che quando incontro Marco gli domando:

quando è cominciato il tuo percorso artistico, lui mi risponde:

dunque…. credo da quando mi ricordi, un pò come tutti i bambini, con le matite colorate! Però diciamo che ho cominciato a ” giocare su serio”, in questo laboratorio ” Etruscoludens”, proprio con la ceramica, dove gravitava Sebastian Matta.  Lì ho visto ed imparato come si può rimanere bambini anche da grandi.

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C’è stato un momento in cui hai cominciato a percepire te stesso come artista?

Questa è una domanda che necessiterebbe di una risposta molto complessa ed articolata, che non credo sia il caso di sviscerare in questa occasione però posso dirti Evandro che a mio avviso la parola artista la trovo alquanto abusata, si usa troppo facilmente e dappertutto! Percepire me come tale?…. non lo so, non ho ancora ben chiaro cosa significhi veramente. Ho sempre prodotto ed elaborato qualcosa senza mai essermi posto questa domanda, perché in genere sono sempre gli altri che mi ci identificano.

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Ci racconti qualcosa sulla tua ricerca poetica e il rapporto che hai con la tecnica espressiva?

Il mio rapporto con la tecnica espressiva è già in qualche modo la mia poetica! è attraverso di essa e la materia che uso, che si viene a creare questo rapporto con la memoria, si cerca di spingere più avanti possibile la ricerca in soluzioni sempre diverse che possano, quanto meno avvicinarsi, a soddisfare un problema che in fondo non esiste, se non dentro la tua esigenza di esprimere qualcosa che non potresti esprimere in nessun altro modo. Per questo io cambio spesso materie, perché non potrei farlo, se non con la materia che uso al momento. Può essere carta, ferro, tela, vetro, ceramica, fa lo stesso! L’avventura sta nel seguirla fin dove ti porta!

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I riferimenti artistici e culturali che ti hanno maggiormente influenzato e se c’è un artista che stimi particolarmente chi è?

Io sono fondamentalmente un autodidatta, quindi ho dovuto scegliere inevitabilmente dei riferimenti, i primi passi con la pittura li ho fatti con Morandi come modello massimo, poi via via ne ho incontrati altri, ad esempio Tom Waits che credo, in qualche strano modo, mi abbia molto influenzato. La Poesia però mi ha sempre accompagnato, provo a volte una certa invidia verso i poeti, se potessi esserlo risparmierei un sacco di spazio occupato da tutti i materiali che solitamente affollano il mio laboratorio.

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Nelle tue opere c’è un filo conduttore, nasce spontaneamente? c’è un messaggio primario che vuoi comunicare e che le accomuna?

Si credo di si, dopo ogni volta che finisco un lavoro, mi rendo conto di questo filo conduttore, ed è strano, forse questo è quello che chiamano “stile” perché in fondo io cerco sempre di evitare di dire qualcosa. Come ti ho detto se potessi esprimerlo a parole, risparmierei un sacco di spazio!

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Quale è il tuo rapporto con i colori o le geometrie o il ritmo che a volte ricorre nei tuoi lavori?

I colori per me, in alcuni casi, sono un po’ come la musica, si esprimono per ritmi, timbrica ecc ecc … altre volte ho un rapporto più poetico-spirituale, se posso dire così. Comunque è sempre il mezzo che mi permette di collegare la materia alla forma, anche quando la superficie non me lo permetterebbe.

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Artisti, galleristi, Istituzioni. Cosa pensi del sistema dell’arte contemporanea del nostro Paese?

Questa domanda è in parte spinosa ed in parte complessa da rispondere, richiederebbe una discussione lunga ed articolata, che non può risolversi in poche battute. Il sistema dell’arte, (se ancora esisterà dopo tutto quello che dovremmo affrontare) e le istituzioni, è sempre stato molto difficile, specie per i giovani artisti che senza questo sistema (gallerie importanti, critici, fondazioni…) non potrebbero trovare contatti con istituzioni statali o enti che si occupano di promuovere l’arte contemporanea ( in Italia siamo per giunta assai carenti!). Non riesco bene ad immaginare come possa configurarsi il futuro dopo questo dramma legato alla diffusione del Covid19 che stiamo vivendo proprio in questi giorni. Ai giovani artisti che cominciano adesso, consiglio solo di tenersi alla larga da chi si propone con mostre o esposizioni dove chiedono soldi per partecipare, non sono gli artisti che devono pagare perché questi già investono su loro stessi!

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Progetti futuri?

Prima di questa pandemia qualche progetto c’era, oggi posso solo dirti ” io speriamo che me la cavo!” come quel film di Lina Wertmuller!

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Maggiori info sull’artista: https://marcoferri.net

Testo a cura di Evandro Gabrieli

Foto courtesy dell’artista.


Contemporary Italian Ceramic – CiC è il primo blog di ceramica diffuso, con uno sguardo alle tradizioni ma sopratutto alle nuove correnti artistiche del panorama Italiano e non. www.contemporaryitalianceramic.com

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