La ceramica di Paolo Demo tra arte e design.

“Demo Ceramics, perché il meglio di te stesso nasce a mille gradi”.

Ospitiamo sulle pagine del nostro blog una conversazione con Paolo Demo in un momento di riconoscimenti della produzione artistica e di svolta della didattica del design ceramico.

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PULL-LOVERS
Portaoggetti per usi vari
Demo Ceramics Permanent Collection
Dim. 27×16,5×14 cm – Ceramica finitura a smalto lucido 980°

Partiamo proprio dall’aspetto della tua doppia formazione, quella di architetto e di ceramista, che concorrono alla definizione del suo profilo. Come interagiscono e quali possibili frizioni?

Questo è un aspetto curioso e forse perché non sono affatto un ceramista: sono un architetto e rimango fondamentalmente tale. Il progetto, lo studio dei segni, la compatibilità delle tecnologie di produzione e dei materiali con le questioni relative al marketing e al posizionamento di mercato, sono tutte queste le cose che metto nel mio lavoro. E come tutti gli architetti e i designer il progettoè il centro del mio fare.

Il fatto poi che io abbia scelto la ceramica come medium per dare una forma alla mia lunga ricerca sullo spazio è altra questione. Nasco da ceramisti, vivo in fabbrica con papà, guardo mamma dipingere porcellane ispirate al  settecento veneziano ma la mia curiosità è rivolta allo spazio e al disegno delle cose che mi circondano, quindi indirettamente ancora lo spazio.  Amo da sempre chi inventa e chi sa disegnare per il rito dell’abitare e non solo per dare una funzione alle cose, ogni forma di progetto mi affascina e mi conquista. Con i miei progetti racconto l’uomo, lo spazio e quindi me stesso. Se avessi avuto solo un impellente bisogno di raccontare me stesso avrei fatto l’artista  e magari non mi sarebbe neppure venuto tanto bene. E’ difficile fare anche quel lavoro lì.

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OVOSAPIENS 
Multicontenitore ad incastro da centrotavola o scrivania
Demo Ceramics Permanent Collection
Dim. Tot. 9x9x18 cm – Ceramica finitura a smalto lucido 980

E ancora, la tua è una ricerca artistica che si avvicina al design, quali le specificità legate alla produzione?

La mia ricerca di designer si avvicina piuttosto alla ricerca artistica, ma non ci sconfino volutamente  e il motivo è presto detto: in un’epoca in cui si percuote insistentemente l’incudine dell’artigianalità come principale baluardo della qualità e dell’eccellenza produttiva, il mio lavoro va un po’ controcorrente. Io mi avvalgo di valenti artigiani per produrre progetti e oggetti che, ad una futura e possibile valutazione produttiva su larga scala, potranno essere riprodotti fedelmente e con alta qualità manifatturiera calibrata su capacità distributive e serialità di riproduzione.

Credo in ciò a cui hanno creduto i miei predecessori, ovvero che il design deve essere per tutti. Un oggetto ben costruito, funzionante, che racconti una storia, che “assorba” dal luogo di vita e “rilasci” la sua forte presenza nei riti di chi abita questi luoghi, è design. Poco importa che si tratti di un tavolo, una sedia, un divano, una lampada o una ceramica, l’importante è che diventino parte dello spazio e lo costruiscano insieme alle persone. Altrimenti possiamo tornare tranquillamente ai mulini a vento, se così fosse basterebbe qualcuno capace di convincere anche le tasche meno abbienti a compare oggetti costosissimi perché pezzi unici o riprodotti in serie limitata.

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OVOSAPIENS 
Multicontenitore ad incastro da centrotavola o scrivania
Demo Ceramics Permanent Collection
Dim. Tot. 9x9x18 cm – Ceramica finitura a smalto lucido 980

Nella tua ricerca indubbia importanza è ricoperta dal mondo dell’impresa in cui, nonostante la giovane età, sono già diversi gli incontri significativi. Vuoi raccontarcene qualcuno?

Sì, sono giovane, ma mi piace definirmi un old boy, ho già 44 anni. Come designer ci sono collaborazioni di cui vado fiero e guarda caso per me le più significative sono state quelle in cui ho avuto lo spazio per fare ricerca e sviluppo come piace a me. Non ne ho una di preferita a dire il vero, ma tutte hanno lasciato un segno forte. Poi la cosa importante per chi fa il mio lavoro è saper fare reset/restart ogni volta. L’esperienza del designer si nutre di strumenti che non sono “riciclabili”, ogni azienda è diversa, è più importante avere un metodo e pure questo deve evolversi nel tempo, nutrirsi e affiancarsi al continuo studio della contemporaneità. Ecco, le aziende che hanno collaborato con me si sono accorte di sicuro (e qualche buon imprenditore me l’ha pure detto) che è necessario restare in contatto col presente ed essere aggiornati con la ricerca. Bisogna studiare, praticamente. Non si può immaginare il futuro se non si conosce il presente. E’ Cultura con la C maiuscola, è progetto, è disegno, è arte, è scienza, tecnica, tecnologia, è essere abitanti di un pianeta a cui possiamo dare qualcosa di nuovo se e solo se sappiamo rinnovarci noi per primi. Ecco un altro aspetto per cui il mio lavoro è il più bello del mondo.

Posso citare, tanto per ricordare la più produttiva in ambito design del mobile, la direzione artistica per Ultom Italia, in ambito ceramico Linea Sette, Internoitalianodi Giulio Iacchetti, Anaconda per Alessio Gianotti, innumerevoli consigli e prototipazioni per colleghi e studi di design in tutta Italia e qualcuno anche [all’] estero. Attualmente sto svolgendo consulenze per una brava imprenditrice nel settore ceramic design e collaborando con chef e ristoranti per ceramiche, vetri e metalli per la tavola.

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TALES OF THE FACTORY
Contenitori impilabili vaso, contenitore e vassoio centrotavola
Demo Ceramics Permanent Collection
Diam. Max 48 cm – H. TOT. 40 cm – Ceramica finitura a smalto lucido 980°

Dalle sagome di edifici industriali a contenitori multiuso a forma di autotreni: questo orizzonte ha una forte connotazione, non estranea al dato biografico. Critica, compartecipazione o semplice dato neutro di cui ti fai testimone?

Io sono sempre molto critico, anche quando dormo. Ma quando disegno mi piace nutrire i miei progetti di ironia e allusione. Strumento di comprensione della parola e del segno, l’ironia ci salva dalla stanchezza, dalla noia e dall’inattività. L’ironia è anche essere innamorati, curiosi, ma in un modo in cui non devi saperti spiegare per forza a parole. Mi piace la poesia data dalle allusioni autobiografiche, i miei pezzi la richiedono, l’hanno richiesta, chissà se ne sono stato davvero capace. Chi mi conosce bene li guarda e sorride. “Colpito e affondato” mi dico. Poi altri comprano i miei pezzi perché ci ritrovano sé stessi. Quando capita la fortuna di ascoltare qualcuno che mi spiega la sua attrazione verso Pull-loverscome La casa nuovao Disco echoesad esempio, mi accorgo che, anche se in forma diversa, ne viene attratto perché ha percepito nel pezzo qualcosa di importante per sé e che rispecchia, guarda caso, qualche dettaglio simile al mio vissuto.

Mi piace poi fare da testimone alla mia terra, sì, sono uno che vive molto interiormente le proprie nostalgie, sono dannatamente malinconico in certi periodi dell’anno, e sono queste le fasi in cui mi metto a pensare e a immaginare tanto. Vivo slanci emotivi che mi fanno vedere il pezzo già finito, situazioni di vita domestiche in cui possono trovare significato. Ed è così che disegno, propongo, giro le aziende per mostrare I miei disegni. Il mondo sta cambiando e noi architetti dobbiamo aiutarlo a cambiare, questo è uno dei compiti dell’architetto.

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DISCO by Echoes
Contenitore centrotavola con coperchio
Demo Ceramics Permanent Collection
Diam. Max 36 cm – H. 12 cm – Ceramica finitura a smalto lucido 980°

Arrivando all’aspetto didattico, sta ormai circolando da qualche tempo un tuo progetto dal nome On the road. Quali le motivazioni che ti hanno spinto a redigerlo e quali gli scopi che si prefigge il gruppo di lavoro?

Ah, io sono innamorato di On the road. Questo progetto, che spero inizi presto a dare frutti,  nasce dall’osservazione dello stato dell’arte in questo Paese. L’Italia è un territorio in cui sono concentrati pulviscoli molto fitti di medie e piccole imprese, tutte più o meno a contatto tra loro, e tra l’altro in aree territoriali ben delineate [e caratterizzate] da precise (tipologie di) sapienze, lavorazioni, conoscenze storiche pregresse, ricerca e sviluppo. Osservando cosa sta accadendo per la ceramica, specie dal punto di vista di un designer, ho notato che per la maggior parte degli italiani la conoscenza della materia è spesso – non sempre, ma spesso dico io – compresa in un immaginario collettivo che va dalle porcellane a punti Barilla a Demi Moore e Patrick Schwayze mezzi nudi che tirano su vasetti a tornio in Ghost. Quindi mi sono chiesto: perché? E la risposta me l’hanno invece data i presidi di università e istituti d’arte che, a fronte di una progressiva liceizzazione degli indirizzi professionali, sono stati costretti ad abbandonare o al massimo diluire la formazione in ambito ceramico dei possibili e futuri disegnatori e designer in erba.

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DISCO by Echoes
Contenitore centrotavola con coperchio
Demo Ceramics MIRRORCHROME LIMITED EDITION
Diam. Max 36 cm – H. 12 cm – Ceramica finitura PVD Physical Vapour Deposition Steel Mirror Chrome – Limited 5/5

Le scuole quindi, università comprese, raramente possiedono corsi, workshop e laboratori dedicati alla ceramica [di] design. Mi sono accorto poi che per disegnare ceramica di produzione devi conoscere molte particolarità tecniche specifiche di come saranno gli stampi, ad esempio; del comportamento degli impasti fuori, dentro e di nuovo fuori dal forno; degli smalti o della maiolica e via così. Praticamente è come dire che per capire come si fa la ceramica devi prima disegnarla, e io ci sono passato da solo. In passato ho imparato molto disegnando, sbagliando, rifacendo perché non avevo tenuto conto di molte cose fin dal primo segno, e ad oggi continuo a imparare, specie dai miei errori. E chi l’avrebbe mai detto che molta ceramica è possibile se e solo se la sai disegnare prima? Qui sono volutamente ironico, per farti capire l’importanza di una formazione progettuale anche in questo ambito. E’ bene saper disegnare un divano o una linea di lampade, ma anche la ceramica chiede conoscenze specifiche, per molti ambiti addirittura specialistiche.

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LA CASA NUOVA
Contenitore portaoggetti con vaso-coperchio
Demo Ceramics Permanent Collection
Dim. 16,5×16,5×28,5 cm – Ceramica finitura a smalto lucido 980°

Così dai miei primi interlocutori ho capito che c’è tanta voglia e spinta per trovare degli strumenti per ritornare a fare formazione – anche specialistica – e così qualcuno (mi) ha proposto a me di esserne il primo strumento: un esperto di disegno e progettazione ceramica, un formatore che sappia introdurre e sviluppare, se serve, le questioni tecniche e di tecnologia unite alle necessità di produzione, con un occhio ai mercati internazionali, agli aspetti di marketing e comunicazione, che ne conosca anche la storia e che sappia muoversi tra lezioni frontali e workshop(,) e coinvolgere una platea (ho fatto il musicista e il cabarettista per un periodo, e questa breve esperienza mi è d’aiuto tuttora) e che si possa anche impegnare in una formazione che col tempo diventi nuovamente “regolare” e accettata nel Paese che ha dato i natali a grandi storie in cui la ceramica è stata anche e soprattutto sperimentazione come Memphis, Alchimia e molti altri progetti ancora.

Con On the roadinizialmente girerò l’Italia e ti confesso che non vedo l’ora, portando dapprima gratuitamente nei licei e nelle università che vorranno ospitarmi – e a fronte di un minimo rimborso spese di viaggio – un paio d’ore di formazione sul design ceramico, suddivise in cenni fondamentali di storia del design ceramico, tecnologie e comunicazione.  Presenterò così ai dirigenti interessati degli istituti ospitanti  i progetti formativi ideati da me e dal mio team, suddivisi in corsi, laboratori di diversa durata e workshop. Un contributo necessario e fondamentale sarà anche il racconto del percorso fatto finora con Demo Ceramics, che col tempo ha raccolto collaboratori di rilievo che mai mi sarei aspettato di incontrare facendo questo “strano” lavoro di ceramic designer.

Mi dispiace per Demi Moore  ma lei può continuare a fare corsi di tornio – che per carità ci vogliono e avercene di bravi tornianti oggigiorno, ne conosco alcuni di davvero eccezionali- ma quando mostro uno stampo in gesso e chiedo cos’è al giovane o all’adulto, la risposta è “boh” oppure aggrottano la fronte come [ha fatto] il sottoscritto anni or sono all’ultima domanda dell’esame di tecnica delle costruzioni.

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DISCO by Echoes
Contenitore centrotavola con coperchio
Demo Ceramics Permanent Collection
Diam. Max 36 cm – H. 12 cm – Ceramica finitura a smalto lucido 980°

Accennavamo ai riconoscimenti della tua ricerca che hanno contribuito a farti entrare nel novero degli artisti di rinomate gallerie e protagonista di mostre in centri di riconosciuta tradizione ceramica: ci sono fiere e mostre in particolare che vuoi segnalarci ed in cui potremo vedere le tue opere?

Riconoscimenti ufficiali non ne ho ancora ricevuti, ma dal 2012 vengo invitato spesso per parlare di ceramica o per esporre i miei pezzi come esempio per un possibile nuovo disegno della ceramica per la casa.

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TALES OF THE FACTORY
Contenitori impilabili vaso, contenitore e vassoio centrotavola
Demo Ceramics CARBONBLACK LIMITED EDITION
Diam. Max 48 cm – H. TOT. 40 cm – Ceramica finitura DEMO CERAMICS Ricerca & Sviluppo verniciatura nero opaco e microinerti – Limited 5/5

I miei contenitori sono stati recensiti in occasione delle Design week milanesi nel 2013 e nel 2014, ho inaugurato con diversi pezzi il nuovo centro cucine Ernestomeda a  Brescia nel 2013 e sono apparsi articoli in Living di Corriere della Sera, riviste e magazine di design italiane e internazionali; ho collaborato per le vetrine Bagutta a Milano insieme alle composizioni floreali di Casa Armani; sono stato finalista di Open to Art 2014 presso le Officine Saffi sempre a Milano e (sempre) con la stessa galleria ho partecipato quest’anno al Miart 2018. Ho fornito di ceramica The Apprentice 2 Italia, con Flavio Briatore per Sky1 nel 2015; sempre nello stesso anno il catalogo INOUT di Gervasoni sotto la direzione artistica di Paola Navone; quest’anno sono stato invitato per rappresentare Bassano del Grappa a Buongiorno Ceramica 2018, con l’esposizione dei miei pezzi presso i Musei Bassanesi MBA, altro esempio di rinascita culturale da tenere sotto osservazione, e questo grazie alla nuova direttrice Chiara Casarin. Ancora: sarò ad Albissola come designer invitato nell’ambito della mostra “Albissola e designer per lo spazio dell’uomo” dal 21 Luglio al 12 Agosto 2018, e tante altre piccole soddisfazioni che mi hanno fatto capire che per la ceramica c’è ancora tanto, tantissimo da fare. E tutto ciò non può che eccitarmi ulteriormente e – parafrasando una raccomandazione del prof. Zevi – rendermi felice di essere un architetto.

I pezzi Demo Ceramics della collezione permanente e le serie limitate ad oggi in listino, sono attualmente visibili e acquistabili presso il nuovo centro Bulthaup di Villa Lisciotto a Marostica (VI) in via Nonis 2, un luogo magnifico in cui design, natura e cultura ceramica possono farci sognare ad occhi aperti.

Dove possiamo trovare altre informazioni su di te e sul tuo lavoro in ceramica?

Eccovi i link:

Web: http://paolodemo.it

Studio: ceramics@paolodemo.it

Stampa: press@paolodemo.it- Mr. Andrea Calatroni

Vendite: salespower@paolodemo.it- Mrs. Elisa Schianchi

 

Testo a cura di: Domenico Iaracà


Contemporary Italian Ceramic – CiC è il primo blog di ceramica diffuso, con uno sguardo alle tradizioni ma sopratutto alle nuove correnti artistiche del panorama Italiano e non. www.contemporaryitalianceramic.com

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