“la ceramica è quello che so fare…” – a proposito di Betty Woodamn

All’inizio di quest’anno è scomparsa Betty Woodman, americana, classe 1930, riconosciuta come una delle figure più importanti della ceramica contemporanea. La sua opera ha avuto nel 2006 la consacrazione da parte del Metropolitan Museum di New York e del Museo Ariana di Ginevra. È stata una delle protagoniste della Biennale di Liverpool del 2016 e nello stesso anno le è stata dedicata una personale all’Institute of Contemporary Art di Londra. Nel 2004, L’Italia le ha reso omaggio assegnandole il Premio Internazionale Vietri sul mare.

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Insieme a Simona Cesana, giornalista specializzata in arte e design, ho fatto visita a Betty Woodman nel 2007. Ci siamo incontrate nella sua casa di Antella, sulle colline che circondano Firenze. In questa casa l’artista viveva e lavorava per circa sei mesi all’anno quando non si trovava a New York. Nella sua dimora italiana, abbiamo visto da vicino e abbiamo toccato alcune delle sue opere. Betty Woodman ha dedicato buona parte della sua ricerca al vaso, inteso sia come oggetto plastico e sia come una superficie da dipingere. Lo stesso vaso spesso è stato da lei utilizzato come metafora del corpo umano e come simbolo di unione tra tutte le discipline artistiche. Durante il nostro colloquio, Betty Woodman ha espresso alcune delle sue idee intorno al fare ceramica e all’influenza che l’Italia ha avuto sul suo lavoro. Ecco alcune di queste riflessioni.

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“La ceramica è quello che so fare, io sono una ceramista ho scelto la ceramica e non la scultura. In scultura si cerca il materiale giusto per l’idea, in ceramica si trova il soggetto giusto per il materiale. A volte mi interessa di più la forma e a volte mi interessa di più dipingerla. Normalmente scelgo da un lato un soggetto che lascia di più vedere la forma del pezzo e dall’altro lato uso il vaso proprio come una tela….”. A una nostra domanda sull’influenza che la tradizione della ceramica italiana ha avuto sul suo lavoro, Betty Woodman osservava: “Vivo qui da quasi quarant’anni e mi interessa tutto. Avevo e ho un grande interesse per l’artigianato italiano. Sono andata dappertutto a cercare oggetti e ho una collezione di ceramica italiana. Dipingendo la ceramica alla bassa temperatura ho iniziato usando solo i colori della tradizione dati dalle materie prime: rame, cobalto,manganese, ferro; in seguito ho introdotto il giallo con l’antimonio. Poi un’estate è venuto un mio ex-studente che ha lavorato un po’ nel mio studio: quando è andato via mi ha lasciato dei pacchetti con campioni di colori che io non usavo…questi colori avevano dei nomi molto affascinanti, un giorno li ho provati e da quel momento si è aperto il vaso di Pandora…”

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Durante la nostra conversazione Simona ed io abbiamo espresso l’idea che la ceramica negli U.S.A. rivestisse un ruolo molto più importante che in Italia. Betty Woodman ci ha risposto che la nostra impressione era giusta e ci ha spiegato il grande ruolo che i privati hanno in relazione allo sviluppo di quest’arte. A tale proposito, l’artista ci ha ricordato che “negli Stati Uniti ci sono le gallerie, i collezionisti, il mercato, le aste e la ceramica funziona come il resto dell’arte. In effetti, qui non c’è niente…c’è bisogno del mercato ma perché ci sia il mercato è necessario avere oltre all’artista e al suo lavoro il sistema di supporto e quindi le gallerie, i collezionisti, i musei, le riviste…in Italia poi, il rapporto con i musei è molto difficile, negli Stati Uniti invece il rapporto tra il museo e il collezionista è facilitato e questo permette alle cose di girare più facilmente.”

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Il nostro incontro si è concluso con una visita all’ampio spazio dove l’artista teneva le opere finite e con un sopralluogo all’esterno della casa. Nel cortile, Betty Woodamn ci ha mostrato orgogliosamente un grande forno di mattoni che, per alcuni aspetti, ricordava le grandi fornaci. Sia nella casa che negli spazi esterni si respirava l’amore di Betty Woodman per l’argilla e per l’arte, oltre che la sua energica passione per il lavoro e la ricerca.

Testo a cura di: Gabriella Sacchi – Spazio Nibe


Contemporary Italian Ceramic – CiC è il primo blog di ceramica diffuso, con uno sguardo alle tradizioni ma sopratutto alle nuove correnti artistiche del panorama Italiano e non. www.contemporaryitalianceramic.com

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