VALCO Dipinti e sculture di Laura Rambelli in mostra ad Argenta

A cura di Alessandro Mescoli e con un testo critico di Domenico Iaracà

Dal 6 dicembre 2024 al 19 gennaio 2025.

Inaugurazione il 6 Dicembre alle ore 15.30

Finissage il19 gennaio ore 17.30 con una performance di Laura Rambelli dal titolo “Enlightened mutations” 

Mostra presso Mercato Centro Culturale Arte Contemporanea Piazza Marconi,1 Argenta (Fe)

Un percorso nelle opere di Laura Rambelli al Centro Culturale di Argenta.

La mostra che si inaugura al Centro culturale Mercato di Argenta vanta al suo attivo numerosi motivi di interesse che cercheremo di chiarire qui di seguito. Vorremmo partire da un aspetto che crediamo significativo, in particolare quello di presentare opere che si offrono, al tempo stesso, come frutto e mezzo di meditazione personale. È alla forma simbolica del cerchio, in cui origine e destinazione si sovrappongono e si confondono, che potremmo quindi far riferimento per prima cosa parlando delle opere di Laura Rambelli esposte in questa sede: è dal sogno e dalla riflessione personale che queste opere traggono origine; sono poi queste stesse opere motivo di riflessione ulteriore e analisi introspettiva a cui l’artista si rivolge nel suo percorso di meditazione. Sono un mezzo e pretesto di autoanalisi, tappe di un percorso decisamente intimo che, nonostante questo, l’artista decide di condividere con il pubblico. Un gesto coraggioso, da parte di Laura Rambelli, quello di mettere a nudo qualcosa di così personale. Il mezzo per farlo, con chi fa arte, non può essere se non tramite le opere che da questa riflessione sono nate.

Quello che potrebbe rischiare di apparire didascalico in chi padroneggia in maniera più superficiale il mezzo artistico, nelle opere di Laura Rambelli presenti in mostra e, più in genere, nella sua intera ricerca artistica, è invece qualcosa di ponderato e sapientemente espresso. Contenuto e perizia artistica gareggiano in un percorso artistico in cui mezzi espressivi diversi ruotano intorno ad un unico nucleo, quasi fosse un centro gravitazionale. Sono quindi tele di grandi dimensioni, sculture da salde caratteristiche tettoniche e una performance in cui gesto e musica si sovrappongono gli strumenti impiegati in questo percorso di condivisione tra l’individuo e il gruppo, tra l’artista e il pubblico, tra che porta avanti una riflessione e chi è invitato a seguirne le tracce. Nelle grandi tele i colori sfumano l’uno nell’altro in forme dai contorni indefiniti. Qui significati simbolici tradizionali e riletture personali si mescolano e si stratificano: il numero sette, simbolo ricorrente in culture diverse, è riportato all’attenzione del pubblico. Una forma ripetuta, quasi il salmodiare di una preghiera, è riportata sulla tela. Chiamata a parlare delle sue opere,l’artista spiega che “le forme ovali centrali rappresentano lo specchio sciamanico che, nel trascendente onirico, tratteggiano i tunnel spazio-temporali attraverso cui scorre eternamente, come un fiume di terrificante energia, la coscienza archetipica”. 

La fluidità dei contorni sembra contraddetta da piccole sculture in ceramica in cui il medium diverso incide immediatamente nella percezione dell’opera. Un linguaggio all’apparenza diverso è quello che l’artista utilizza nelle sculture ceramiche per dar voce comunque agli stessi contenuti. 

Oggetti evidentemente svincolati dall’uso, in cui da un’unica radice sembra si sviluppino rami differenti, quasi percorsi individuali verso due mete, una delle quali abbandonata lungo il percorso. 

Forme anatomiche che raffigurano al tempo stesso aperture simboliche e percorso seguito. Se nelle tele è la porta l’elemento che ci introduce ad uno spazio diverso, ad una dimensione altra, nelle sculture sembrano invece prendere forma quei tunnel che si aprono appena oltre quei varchi anticipati delle tele. I margini fluidi, indefiniti che caratterizzano le tele non possono che essere negati in oggetti che godono invece di una tettonica chiara, ben salda. 

Terzo momento, quasi tappa finale del cammino, è la performance con cui si concluderà l’evento espositivo il 19 gennaio prossimo. Nella difficoltà di dar parole ad un evento così complesso come quello di una performance, in cui gesti, musica e fruizione condivisa fanno da ingredienti fondamentali, non possiamo che appigliarci, per il momento, al titolo scelto dall’artista: Enlightened mutations. Quello a cui assisteremo è un processo in divenire, la mutazione appunto, che dagli elementi costitutivi viene chiarito, illuminato, in un percorso verso la coscienza di sé. 

Se una mostra ha valore quando ci interroga, se ci pone domande su noi, tanto più, in chiusura, merita di essere vista questa in cui siamo invitati ad approcciarci ad un percorso di analisi dell’artista e perché no, di noi stessi che ne siamo fruitori.

Domenico Iaracà

SCHEDA TECNICA

VALCO. Dipinti e sculture di Laura Rambelli a cura di Alessandro Mescoli

Testo critico di Domenico Iaracà

6 dicembre 2024 – 19 gennaio 2025.

Inaugurazione 6 Dicembre ore 15.30

Finissage: 19 gennaio ore 17.30 con Performance di Laura Rambelli “Enlightened mutations” 

Mercato Centro Culturale Arte Contemporanea Piazza Marconi,1 Argenta (Fe)

Orario di apertura al pubblico:

Dicembre

da lunedì a domenica 9.30-12.30 / 15.00-18.00

24 e 31 Dicembre chiuso pomeriggio

chiuso 25/26 Dicembre

Gennaio
da mercoledì a domenica  9.30-12.30 / 15.00-18.00

chiuso 1° Gennaio, i lunedì e i martedì

Ingresso gratuito

Media partner: CIC Contemporary Italian Ceramics www.contemporaryitaliancermic.com

Testo a cura di Domenico Iaracà.


Contemporary Italian Ceramic – CiC è il primo blog di ceramica diffuso, con uno sguardo alle tradizioni

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